Flessibilità

Muoversi porta ad essere flessibili, pronti a cambiare forma a secondo degli stimoli.

Le pratiche orientale non sono interessate al potenziamento muscolare, non ritengono che aumentare la forza fisica porti giovamento alla salute, si concentrano piuttosto sullo sviluppo della flessibilità.

“Quando gli uomini nascono sono teneri e quando muoiono sono rigidi.
Quando gli alberi nascono sono flessibili e quando muoiono sono rigidi e duri.
La rigidità è quindi compagna della morte, la flessibilità è compagna della vita.
Così, quando un esercito è rigido, non prevale.
Quando un albero è duro e rigido viene tagliato.
Dunque il rigido e duro finiscono in basso e il tenero e flessibile in alto”  (Lao-Tzu – La Naturalezza)

Essere flessibili significa sciogliere le contrazioni che spesso corrispondono a blocchi emotivi. Nel pensiero occidentale Wilhelm Reich fu il primo a parlare di corazze muscolari, ossia atteggiamenti posturali o contrazioni muscolari causati da reazioni a stimoli traumatici, allo scopo di bloccare le emozioni e le sensazioni fisiche:

L’energia si blocca in alcune parti del corpo che diventano sede di tensioni e conflitti emotivi. Con il tempo la corazza si rivela un impedimento al raggiungimento della propria identità e di una vera creatività, perché lo stato cronico di contrazione muscolare aumenta l’indurimento del carattere, riducendo la comunicabilità, l’amore e la percezione del piacere di vivere.

La flessibilità del corpo corrisponde a quella della mente, dello spirito, delle emozioni.