Chi sono i Gitani?

 

CHI SONO LE POPOLAZIONI ROMANES
Con il termine “popolazioni Romanès” si intendono quei popoli originari dell’India settentrionale arrivati in Europa intorno al XIV secolo e che in diverse lingue vengono definiti – grossolanamente e con accezione dispregiativa – zingari, zigani, tsiganes, gipsy, gitanos. Nel mondo sono circa 16 milioni; in Europa sono presenti in tutti gli Stati e costituiscono la minoranza più grande del continente con circa 10-12 milioni di persone.  Una popolazione simile a quella della Grecia.
Le popolazioni Romanès comprendono cinque grandi gruppi: i Rom (tendenzialmente presenti in Europa centro e sud orientale);  i Sinti (Europa centrale); i Kalè (Spagna), i Manouches (Francia) e i Romanichals (Gran Bretagna). «Ma ci sono migliaia di comunità molto diverse tra loro», spiega il professore Alexian Santino Spinelli, musicista e scrittore, unico docente universitario rom in Italia. «Il mondo romanò è transnazionale e proprio per questo ha infinite sfaccettature e contraddizioni con diversità dal punto di vista linguistico e delle tradizioni. Ma Saintes-Maries-de-la-Mer e la festa di Santa Sarah sono capaci di unire tutti».

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SANTA SARAH, LA FESTA GITANA PIU’ GRANDE D’EUROPA
Un punto in comune tra le popolazioni romanès è infatti il culto di Santa Sarah, detta “Sara-la-Kali”, “Sara la Nera”. Secondo la leggenda dopo la crocefissione di Cristo le discepole di Gesù Maria Salomè e Maria Jacobè  furono abbandonate al largo delle coste della Palestina su una barca senza vele e senza remi. Le salvò la loro giovane serva egiziana dalla pelle scura, Sarah: il mantello che gettò in acqua si trasformò in barca e le portò alla foce del Rodano, nel luogo dove sarebbe nata Saintes-Maries-de-la-Mer.

La storia di Sara (di cui esistono diverse versioni) è tratta dai Vangeli apocrifi ed è un simbolo per tutte le popolazioni Romanès, che adorano questa umile viandante come fosse una di loro. Saintes-Maries-de-la-Mer è così diventata per secoli una meta di pellegrinaggio, finché agli zingari fu vietato di entrare nel santuario. Solo nel 1935 la Chiesa permise loro di portare la statua in processione ogni 24 maggio, rendendo questa data il principale raduno dei gitani d’Europa.

Nella processione guidata dai cavalli Sara la Nera sfila per le vie del paese vestita dai mantelli colorati donati dai fedeli, mentre tra canti e urla di giubilo tutti cercano di toccare e baciare la statua. Quando si arriva in spiaggia i devoti si immergono nel mare fino alle ginocchia. «Un atto di purificazione e rinnovamento spirituale», spiega il professore Spinelli nel suo libro “Rom Genti libere”. «Certamente un retaggio della religione induista, la cui tradizione vuole che i fedeli si bagnino nel Gange per purificarsi». Il giorno dopo, il 25 maggio, tocca alla Festa di Maria Salomè e la processione si ripete.

Per due giorni le piazze di Saintes-Maries-de-la-Mer si animano con il flamenco e le musiche gitane francesi e spagnole, ritmi balcanici e violini.

Il flamenco qui esprime forse la sua essenza più pura e più vicina alle sue origini.